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Effetti dei Grandi Terremoti sulla superficie terrestre

Questa pagina descrive gli effetti in superficie che si possono accompagnare a terremoti di magnitudo moderata-forte, riportando alcuni esempi grafici e fotografici

Quando avviene un terremoto si producono deformazioni cosismiche, ossia deformazioni istantanee e permanenti della superficie terrestre che si diffondono su un' area ampia alcuni km2 attorno alla faglia sismogenetica (Figura 1). La loro entità e tipologia dipendono dalle dimensioni e dalla geometria del piano di rottura, dalla cinematica, ossia dal tipo di movimento relativo dei due lembi della faglia, e dall'energia dell'evento sismico (magnitudo). Il movimento cosismico lungo la faglia genera sollevamenti, subsidenze e spostamenti orizzontali (Figura 1). La descrizione sistematica delle deformazioni cosismiche del suolo è iniziata nel XVII-XVIII secolo (Figura 2). Si è così verificato che esse si producono in occasione di terremoti generati sia da faglie che arrivano ad intersecare la superficie terrestre che da faglie dette cieche. In genere, per eventi sismici con magnitudo elevate (M>=6) e profondità ipocentrali che non superano i 20 km, il piano di rottura può raggiungere la superficie topografica, producendo fagliazione superficiale (Figura 1). Le faglie cieche invece rompono solamente in profondità (Figura 3) e producono in superficie una deformazione regionale, ossia ad ampio raggio (Figura 3).

schema illustrativo di deformazione in superficie prodotta dal movimento di una faglia normale (disegno di D. Pantosti) fagliazione superficiale associata al terremoto di Denali 2002, Alaska (foto di Francesca R. Cinti) fagliazione superficiale prodotta dal terremoto di Landers 1992, California (foto di David P. Schwartz) veduta aerea della rottura in superficie di Denali 2002, Alaska (foto di Francesca R. Cinti)

Figura 1: Schema illustrativo di deformazione superficiale prodotta dal movimento di una faglia ed Immagini di fagliazione superficiale prodotta da forti terremoti.

illustrazione storica dei risentimenti del terremoto del 1627 in Puglia (da Terremoti in Italia dal 62 A.D. al 1908, ENEA) Figura 2: Mappa storica dei risentimenti del terremoto del 1627 in Puglia.

schema illustrativo di una faglia inversa cieca e deformazione associata alle faglie inverse Figura 3: Schemi illustrativi di faglia inversa cieca (a) e deformazione associata alla faglia ed effetti sul drenaggio (b).

Gli effetti irreversibili prodotti dal succedersi di terremoti vengono registrati dalle strutture geologiche e geomorfologiche. Si verificano principalmente modificazioni nell'andamento del drenaggio (i corsi d'acqua vengono attirati verso le zone in subsidenza e deviati da quelle in sollevamento, Figura 4a), nella geometria dei corpi sedimentari sintettonici (Figura 4b), e delle superfici create dall'erosione e dalla deposizione dei sedimenti, quali superfici terrazzate (Figura 4c) e bacini alluvionali. La scienza che studia la storia dei terremoti passati è la paleosismologia

deviazione del F. Piave a causa della crescita dell'anticlinale di Montello vista da immagine da satellite Figura 4a: la crescita dell'anticlinale del Montello ha costretto il Fiume Piave a cambiare il suo percorso (Immagine Landsat).

schema illustrativo di sviluppo strati di crescita (growth strata) e foto di growth strata

Figura 4b: Schema illustrativo di come i movimenti verticali prodotti da una faglia influenzino la geometria degli strati sedimentari sintettonici (a); Foto di strati di crescita (growth strata) (b).

mappatura di terrazzi marini e deformazione cosismica associata all'attività della faglia di Castrovillari, Calabria ionica (da Cucci e Cinti, Tectonophysics1998) terrazzo marino deformato lungo la costa Calabra presso lo Stretto di Messina sequenza di terrazzi marini lungo la costa della Calabria ionica (foto di Luigi Cucci) Figura 4c: Mappatura dei terrazzi marini deformati dall'attività sismica lungo la faglia di Castrovillari in Calabria ionica, ed Immagini di terrazzi marini.
Accompagnano l'evento sismico anche una serie di fenomeni indiretti dovuti all’intenso scuotimento della superficie terrestre interessata ed all'entità della dislocazione sul piano di faglia (Figura 5). Possono verificarsi frane e smottamenti, spaccature più o meno vistose e liquefazioni del terreno (Figura 6), variazioni di portata delle sorgenti. Nel caso di terremoti con ipocentro in mare o in aree costiere, si possono generare onde di maremoto (in giapponese tsunami, "onda nel porto").

schema illustrativo degli effetti che si producono in superficie durante un terremoto (da un disegno di Paolo Galli) Figura 5: Schema illustrativo degli effetti che possono essere prodotti durante un terremoto.

Sabbia fuoriuscita da una frattura, si formano una serie di vulcanetti di sabbia lungo la ferrovia a Deschutes Parkway a Olympia (foto di Geomatrix) vulcanetti di sabbia allineati lungo una frattura (foto di J.C. Tinsley dell'U.S. Geological Survey)

Figura 6: Immagini di liquefazione; sabbia fuoriuscita da fratture e formazione di vulcanetti di sabbia.


EFFETTI SULLA SUPERFICIE DI TERREMOTI RECENTI IN ITALIA:

Molise 2002

Sicilia Settentrionale 2002

Irpinia 1980 (in allestimento)

Umbria-Marche 1997 (in allestimento)

EFFETTI SULLA SUPERFICIE DI TERREMOTI RECENTI NEL MONDO (in allestimento) 

 

LETTURE CONSIGLIATE
Burbank, D., e Anderson, R., Tectonic Geomorphology, Wiley-Blackwell, 274 p., 2000. (disponibile online su http://projects.crustal.ucsb.edu/tectgeomorphfigs/). 
Keller, E.A., Active Tectonics: Earthquakes, Uplift, and Landscape, Prentice Hall, 338 p., 1995. 
Mc Calpin, J., Paleoseismology, Academic Press, 588 p., 1996.
Schumm, S.A., Dumont, J.F., e Holbrook J.M, Active Tectonics and Alluvial Rivers, CambridgeUniversity Press, 290 p., 2002.
Yeats, R.S., Sieh, K.E., e Allen, C.R., The Geology of Earthquakes, Oxford University Press, 568 p., 1997.
 

Pagina a cura di

Pierfrancesco Burrato e Francesca R. Cinti  

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creato da Paola MontoneUltima modifica 13/09/2010 16:08
Hanno contribuito: de simoni
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