Effetti dei Grandi Terremoti sulla superficie terrestre
Questa pagina descrive gli effetti in superficie che si possono accompagnare a terremoti di magnitudo moderata-forte, riportando alcuni esempi grafici e fotografici
Quando avviene un terremoto si producono deformazioni cosismiche, ossia deformazioni istantanee e permanenti della superficie terrestre che si diffondono su un' area ampia alcuni km2 attorno alla faglia sismogenetica (Figura 1). La loro entità e tipologia dipendono dalle dimensioni e dalla geometria del piano di rottura, dalla cinematica, ossia dal tipo di movimento relativo dei due lembi della faglia, e dall'energia dell'evento sismico (magnitudo). Il movimento cosismico lungo la faglia genera sollevamenti, subsidenze e spostamenti orizzontali (Figura 1). La descrizione sistematica delle deformazioni cosismiche del suolo è iniziata nel XVII-XVIII secolo (Figura 2). Si è così verificato che esse si producono in occasione di terremoti generati sia da faglie che arrivano ad intersecare la superficie terrestre che da faglie dette cieche. In genere, per eventi sismici con magnitudo elevate (M>=6) e profondità ipocentrali che non superano i 20 km, il piano di rottura può raggiungere la superficie topografica, producendo fagliazione superficiale (Figura 1). Le faglie cieche invece rompono solamente in profondità (Figura 3) e producono in superficie una deformazione regionale, ossia ad ampio raggio (Figura 3).
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Figura 1: Schema illustrativo di deformazione superficiale prodotta dal movimento di una faglia ed Immagini di fagliazione superficiale prodotta da forti terremoti. |

Figura 2: Mappa storica dei risentimenti del terremoto del 1627 in Puglia.
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Figura 3: Schemi illustrativi di faglia inversa cieca (a) e deformazione associata alla faglia ed effetti sul drenaggio (b). |
Gli effetti irreversibili prodotti dal succedersi di terremoti vengono registrati dalle strutture geologiche e geomorfologiche. Si verificano principalmente modificazioni nell'andamento del drenaggio (i corsi d'acqua vengono attirati verso le zone in subsidenza e deviati da quelle in sollevamento, Figura 4a), nella geometria dei corpi sedimentari sintettonici (Figura 4b), e delle superfici create dall'erosione e dalla deposizione dei sedimenti, quali superfici terrazzate (Figura 4c) e bacini alluvionali. La scienza che studia la storia dei terremoti passati è la paleosismologia.

Figura 4a: la crescita dell'anticlinale del Montello ha costretto il Fiume Piave a cambiare il suo percorso (Immagine Landsat).
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Figura 4b: Schema illustrativo di come i movimenti verticali prodotti da una faglia influenzino la geometria degli strati sedimentari sintettonici (a); Foto di strati di crescita (growth strata) (b). |
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Figura 4c: Mappatura dei terrazzi marini deformati dall'attività sismica lungo la faglia di Castrovillari in Calabria ionica, ed Immagini di terrazzi marini. |
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Figura 6: Immagini di liquefazione; sabbia fuoriuscita da fratture e formazione di vulcanetti di sabbia. |
EFFETTI SULLA SUPERFICIE DI TERREMOTI RECENTI IN ITALIA:
Irpinia 1980 (in allestimento)
Umbria-Marche 1997 (in allestimento)
EFFETTI SULLA SUPERFICIE DI TERREMOTI RECENTI NEL MONDO (in allestimento)
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